Strada di Mosorrofa: incapacità o presa in giro?

Questo dilemma, da diversi mesi, sta assillando tutti gli abitanti di Mosorrofa che, dopo decenni, finalmente, speravano di assistere all’inizio dei lavori di manutenzione della strada di con- giungimento con Reggio Calabria, più volte annunciato , ma puntualmente rinviato.

Da circa tre anni il Comitato di Quartiere sollecita incessantemente l’avvio dei lavori di questa importante arteria, con incontri, messaggi e ma- nifestazioni.

Nel corso di questi incontri, in Prefettura ed al Comune, è stato sempre promesso che i lavori sarebbero iniziati in breve termine, addirittura prima di altri interventi programmati. Invece i lavori sono stati già eseguiti in altre località, in compenso nella strada di Mosorrofa sono state riparate alcune buche.

Ci si chiede se i lavori avrebbero dovuto inizia- re già da vari mesi come sostenuto più volte dall’Amministrazione comunale: perché ripa- rare queste buche? Non è uno spreco coprire le buche e poi rifare sopra il manto stradale? Op- pure i lavori programmati sono stati rinviati a tempi migliori?

Il comportamento del comune è inspiegabile e censurabile, a voler usare termini eufemistici, sia dal punto di vista amministrativo sia dal punto di vista tecnico.

Amministrativamente il codice degli appalti (allegato II.14 art. 3 comma 1) prescrive che: “Il direttore dei lavori, previa disposizione del RUP, provvede alla consegna dei lavori, entro quarantacinque giorni dalla data di stipula del contratto”.

Al successivo comma 2 invece riporta che “Il direttore dei lavori comunica con un congruo preavviso all’esecutore il giorno e il luogo in cui deve presentarsi. “

C’è la disposizione del RUP per la consegna dei lavori? C’è la comunicazione del Direttore dei lavori all’Impresa? Cosa è stato fatto per procedere alla consegna dei lavori? E se è stata

 

stabilita la data di consegna perché non si co- munica ufficialmente? Anziché procrastinarla continuamente.

Tecnicamente: nella suddetta strada non si fan- no interventi di manutenzione straordinaria da decenni, ad eccezione                         di qualche riparazione puntuale e di tre interventi di somma urgenza. Proprio questi episodi stanno a dimostrare co- me occorre procedere senza indugio alla siste- mazione della strada prima di qualche tragico evento, che in effetti è stato sfiorato. Un’auto- vettura, con il conducente ed un bambino, è precipitata per più di venti metri in una scarpata e per puro miracolo non ci sono state vittime. È stato necessario l’intervento dei Vigili del Fuo- co per recuperare l’auto. Da allora la situazione è ulteriormente peggiorata perché i successivi interventi che dovevano essere di messa in sicu- rezza in effetti sono diventati interventi di mes- sa in pericolo.

Infatti, dopo che nello stesso punto si è verifica- ta una frana, che ha divelto i pali della linea telefonica, sono stati installati guardrail che oltre a non essere a norma sono stati posati a livello di terreno, dando l’impressione di funge- re da trampolino di lancio per le autovetture. La strada rappresenta perciò una minaccia per la incolumità pubblica. Ristrutturare la strada non è un problema politico, ma è una necessità per permettere agli utenti di transitare in condi- zioni di sicurezza ed anche un dovere per gli abitanti che pagano la TARI, l’acqua e l’IMU alle stesse aliquote di tutti gli altri cittadini.

Per di più è stato fatto il bando, è stato sotto- scritto il contratto con l’impresa affidataria, ci sono i soldi: perché allora non iniziano i lavo- ri?: per incapacità? per presa in giro? O come qualcuno ha detto per ripicca? Oppure per tut- te e tre i motivi?