Splendere nel buio

Siamo usciti dal Tempo liturgico del Natale dove ripetutamente la Parola di Dio accosta la nascita di Gesù alla luce che brilla nella notte. Nel Vangelo Giovanni dice che questa luce “splende nelle tenebre ma le tenebre non l’hanno vinta”. Passati dal tempo di Natale a quello Ordinario, la liturgia della Parola ci offre Gesù che, ricevuto il battesimo dal Battista, inizia la sua attività pubblica con la predicazione, con il suo insegnamento, operando miracoli e guarigioni, e schiacciando i demoni.  La liturgia della Parola ci presenta Gesù che cammina per le strade della Galilea e vi opera come “sole che sorge per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra della morte e dirigere i nostri passi sulla via della pace”.

Il sole illumina con la sua luce e rischiara tutto, offrendo calore che è vitale per ogni essere. Il sole non potrà essere oscurato e la sua luce, per quanto possa venire rifiutata, continua a brillare senza impedimento. Ognuno di noi può nascondersi alla sua luce, ma il sole continuerà a brillare senza impedimento. Nella Terza Domenica del Tempo Ordinario la Parola di Dio ci ha detto: “Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce, su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse” e nella Domenica precedente, ci diceva “io ti renderò luce delle nazioni, perchè porti la mia salvezza fino all’estremità della terra”. Eppure, nonostante la luce del Signore Gesù e del suo Vangelo continui a brillare inesorabile, ci troviamo ad abitare ancora in terra tenebrosa. Guerre, violenze, divisioni, distinzioni, sfruttamenti, non fanno altro che evidenziare le tenebre in cui si vive, così come malattie, indigenze, sofferenze, miserie, ansie e angosce  costituiscono in certo qual modo la “terra tenebrosa” che si abita. Com’è possibile che la vita trovi nutrimento in questo buio e si possa vivere in serenità nell’oscurità? Come conservarne dignità e, ancora di più, come riconoscerne la bellezza? Nel giorno della solennità dell’Epifania, abbiamo ascoltato “la tenebra ricopre la terra, nebbia fitta avvolge i popoli, ma su di te risplende il Signore”. La luce che il Signore ci offre è la luce che rischiara le nostre anime e ci permette di abitare anche nelle tenebre, così che pur trovandoci per valle oscura non temeremo alcun male. In questa luce, anche se contro di me si accampa un esercito o divampa la battaglia, continuerò ad avere fiducia. Ecco, la luce del Signore ci permette di avere uno sguardo di fede e di percepire il senso profondo della vita, come di ogni avvenimento, nella fiducia che mai il Signore abbandona. È bello notare e riflettere sulle tante persone luminose nelle tenebre più oscure della storia. Tra questi, dei più vicini a noi, il grande Gandhi che affrontò l’oppressione con la sua mitezza, e il non violento Martin Luther King che, nella lotta contro la segregazione che divideva la popolazione in gruppi raziali (bianchi, neri, meticci, indiani), nutriva e coltivava la speranza nella visione di un mondo dove bianchi e neri potessero sedere insieme e in fraternità.  Quanti, nelle condizioni di buio e di sofferenza, hanno continuato a vivere di fiducia e nella lode al Signore, come nei gulag sovietici con i tanti condannati nei campi di lavoro forzato, o nei campi di sterminio nazista con l’uccisione degli ebrei deportati. Come anche i tanti che hanno dovuto affrontare malattie gravi e mortali e  diedero testimonianza di grande luminosità che si irradiava dai loro sguardi e dalle loro parole, pur trovandosi a vivere con un corpo piegato, tra grandi sofferenze. Tra questi il giovane Carlo Acutis, che ha continuato a emanare luce anche dopo la sua morte, e perciò la Chiesa riconoscendone la luminosità, lo ha enumerato tra i santi, uomini e donne che continuano a brillare come stelle nel firmamento del cielo, offrendo luce nel buio in questo mondo. Accogliamo la luce che il Signore Gesù venuto in questo mondo di tenebra e lasciamoci rischiarare per essere liberati da ogni tenebra interiore e risplendere della stessa luce. Il Signore ci riconoscerà suoi fratelli e sue sorelle, e anche madre che genera luce. Così la madre Chiesa, fecondata continuamente dallo Spirito, genera nuovi figli nel suo grembo che è il fonte battesimale, li dona alla luce che è il Regno di Dio, li alleva educandoli con la Parola di Dio, nutrendoli con i sacramenti, perché vivano come figli della luce, mentre la grazia e la benedizione del Signore riveste della sua luce di vita i suoi fedeli dinanzi a tutti gli uomini, che vedendo il frutto delle loro opere buone, possono conoscere e glorificare il Padre che è nei cieli.