Referendum, incontro a Mosorrofa
Il dibattito su favorevoli e contrari alle modifiche dei sette articoli della Costituzione è entrato nel vivo. Anche Mosorrofa si è interrogata sulle ragioni del Si e quelle del No. Un numerosissimo pubblico ha riempito la sala A. Caridi dove si è tenuto l’incontro dibattito: No SI Opinioni a confronto che ha visto contrapposti il Dr. Giuseppe Lombardo Procuratore aggiunto della Repubblica di Reggio Calabria e Coordinatore Comitato per il NO e L’Avvocato Francesco Gatto, Consigliere del Direttivo Camera Penale “G. Sardiello RC” e sostenitore del Comitato per il Sì. I lavori si sono aperti con il saluto del sac. Domenico Labella, parroco della Parrocchia San Demetrio, il quale, dopo aver ringraziato gli intervenuti, ha chiesto ai relatori “di esprimere con chiarezza e magari senza polemiche quali sono le ragioni, i rischi e le opportunità del Si e quelle del No con l’intento di poter offrire a noi elettori quelle chiarificazioni che ancora non abbiamo e che ci permetteranno di esprimere con maggiore comprensione e serenità il nostro voto”.
Ha introdotto i lavori Pasquale Andidero, Presidente della locale Azione Cattolica, sottolineando che Parrocchia e AC da sempre impegnate anche sul versante sociopolitico hanno organizzato l’evento per dare l’opportunità ai cittadini di approfondire le ragioni di una riforma che impatterà in ogni caso sulle vite di ognuno. Ha messo in luce l’importanza, in un referendum senza quorum, di andare a votare con consapevolezza.
Il dibattito si è sviluppato con diversi interventi dei relatori in relazione alle domande che lo stesso Andidero ha posto. Le domande vertevano su: in primis chiarire quali articoli della Costituzione sarebbero stati modificati e quali erano le modifiche strutturali; quindi, sull’analisi dell’Art. 101 che recita “La giustizia è amministrata in nome del popolo. I giudici sono soggetti soltanto alla legge.” Pur non essendo interessato dalla riforma tale articolo potrebbe avere un ruolo importante. Si voleva anche capire se questa è una riforma della Giustizia o della Magistratura.
L’avv. Gatto, partendo dall’affermazione che tutti difendono la Costituzione anche coloro che la vogliono cambiare, si è posto il problema su cosa si farà il giorno dopo del voto chiunque vinca e come ripartire insieme. Ha sottolineato che la prima riforma della Costituzione per la giustizia risale al 1989 e che questa riforma va portata a compimento. Ha aggiunto che la riforma Cartabia aveva già separato le funzioni dei giudicanti da quelli dei requirenti; ora si chiede la separazione delle carriere spiegandone le motivazioni.
Il Procuratore Lombardo ha messo in evidenza che la Magistratura italiana all’estero è vista come la migliore del mondo ed è presa ad esempio. Ha richiamato l’Art. 138 per sottolineare la necessità di un dibattito parlamentare, che secondo lui non c’è stato, e la necessità di una maggioranza qualificata anch’essa assente in parlamento. Ha pure sottolineato che la separazione delle carriere è uno specchietto delle allodole per altro.
Nel dibattito, molto acceso, i due intervenuti hanno messo in chiaro le motivazioni del No e del Si. Su alcuni aspetti in particolare le visioni divergevano completamente. Per il Comitato del Si è normale che non venga richiesto il quorum, poiché il referendum è confermativo di una legge del parlamento che è stato votato per legiferare. Per il Comitato del No il rischio è che anche se va a votare solo 1 persona, per assurdo, deciderà per tutti. Per la separazione delle carriere l’accento dell’Avvocato è stato sulla necessita che davanti al giudice sia difesa, che accusa siano terzi, mentre oggi non lo sono. Per il Procuratore il PM è pubblico e ha l’obbligo di difendere, se le carte lo richiedono, anche l’inquisito, mentre l’avvocato è di parte e non ha l’obbligo di denunciare il suo assistito anche se è a conoscenza di fatti che potrebbero danneggiarlo.
Ci sono stati molti interventi che chiedevano lumi: sui metodi di formazione dei Consigli; sul rischio che inquirenti e giudicanti vivano nello stesso palazzo; sul perché chi sbaglia deve pagare e i magistrati non rispondono dei loro errori; sull’intervento dei partiti nel dibattito, quando invece il cittadino si deve attenere alle indicazioni; altro intervento chiedeva a fronte di soldi che mancano per aumentare gli organici, si vogliono invece con la riforma aumentare i costi con tre apparati; un altro cittadino ha chiesto ai due relatori cosa ne pensassero del sorteggio, diverso per laici e togati; un altro ancora ha chiesto la loro opinione sulle dichiarazioni del Ministro della Giustizia Nordio e sul rischio di voler assoggettare gli inquirenti alla maggioranza di turno; un ultima domanda chiedeva per cosa e per chi andiamo a votare, in quanto la comprensione del testo non è alla portata di tutti.
Le risposte, dopo un fitto, ricco e animato dibattito tra Lombardo e Gatto con interlocuzione libera hanno chiarito definitivamente le due posizioni. Per il Comitato del Si non bisogna guardare ai costi, e ha indicato come esempio sbagliato ridurre i costi del parlamento: riducendo i parlamentari si è ridotta la rappresentatività. Il comitato del No ha evidenziato invece che si triplicheranno i costi mentre oggi non ci sono i soldi per aumentare gli organici, con conseguente allungamento dei tempi dei processi. Per il Comitato del Si la formazione dei Consigli con sorteggio totale o pilotato è necessaria per rispondere alla deriva delle correnti che indirizzano il CSM, vedi il caso Palamara. Il Comitato del No sottolineava innanzitutto la diversità di criterio del sorteggio con i togati totalmente sorteggiati e i membri laici sorteggiati tra i nominati dal parlamento, non si sa ancora con quale criterio. Per quanto riguarda l’ordinamento interno del CSM è più utile scegliere i più competenti piuttosto che affidarsi alla sorte. Il dr. Lombardo ha pure messo in evidenza come il Presidente della Repubblica presiederà i due CSM ma non la Corte Disciplinare, nella quale la separazione delle carriere non ci sarà perché i componenti saranno sia giudicanti che inquirenti.
Sulle improvvide dichiarazioni di Nordio e sull’elevata politicizzazione del referendum, entrambi i relatori convenivano che non sono stati un buon servizio alla cittadinanza che ha la necessità non di scontri ma di chiarimenti.
Chiarimenti che il pubblico di questa serata ha dimostrato di gradire tant’è che dopo oltre due ore di dibattito erano ancora tutti in sala, non solo ad ascoltare ma anche a partecipare attivamente, Interrompendo spesso l’acceso botta e risposta tra fautori del Si e sostenitori del No. Ha chiuso i lavori Andidero, ringraziando il Procuratore aggiunto Lombardo e l’Avvocato Gatto per la competenza e la passione dimostrata invitando tutti i presenti ad andare a votare. Ha chiesto ai presenti di essere cassa di risonanza tra la gente del paese per portare al seggio elettorale quanto più gente possibile perché la posta in gioco è molto alta.