Presentazione del libro Calopinace
Alla presenza del dr. Demetrio Spagna, ispiratore della serata, di Franco e Angelina, due personaggi del libro, e di tanti altri ospiti, Mercoledì 1° ottobre si è svolta a Mosorrofa (RC) la presentazione del libro “Calopinace” scritto dal dr. Emanuele Minniti edito da La rosa del pozzo. Ha avviato i lavori il sac. Domenico Labella che ha messo in luce l’importanza, magistralmente raccontata nel libro, dell’amicizia nella vita delle persone e delle comunità. Pasquale Andidero, Presidente dell’AC locale, ha presentato sinteticamente il libro “. Questo libro non è soltanto la storia di un rione. Calopinace è il racconto di una vita intera. È la storia di un bambino che cresce tra le strade polverose di Reggio, correndo dietro a un aquilone, ridendo, giocando, sognando. È il profumo delle Estati passate a Sala di Mosorrofa, dove la memoria affettiva si intreccia con le radici contadine, e ogni tramonto diventa promessa di continuità. Poi arrivano il trasferimento, la formazione, il lungo soggiorno al Nord… dove, agli occhi e nella vita dell’autore, si rivela un’altra Italia, e con essa nuove sfide, nuove domande, nuove conoscenze. Dentro le pagine di questo libro ci sono la rivolta di Reggio, i cambiamenti della città, le amicizie, le delusioni, le speranze… e soprattutto le grandi questioni del nostro tempo: le migrazioni, le ingiustizie sociali, l’ecologia, le trasformazioni che hanno segnato il nostro tempo e il nostro Paese. Ma per l’autore questo libro è soprattutto una ricerca. La ricerca di sé, delle proprie radici, della propria identità. Fino a scoprire, lo scoprirete se leggerete il libro fino alla fine, che la sua vera patria è l’infanzia. Tornare alle origini non è guardare indietro, ma trovare la forza di immaginare il domani. Calopinace non si ferma alla memoria: la memoria diventa lente d’ingrandimento per leggere il presente e bussola per costruire il futuro. Questo libro è un invito a ciascuno di noi a non arrendersi, a trasformare il ricordo in progetto, la nostalgia in speranza. È un invito a costruire una Calabria, in generale un Mondo, più giusto, più consapevole, più umano”
L’autore, dr. Emanule Minniti, dopo aver descritto il motivo della copertina dove è raffigurata la fiumara del Sant’Agata, ha inizialmente relazionato sull’importanza storica del toponimo Calopinace, facendolo risalire all’antica Grecia. In un dialogo con Andidero, ha quindi raccontato il motivo per cui ha sentito l’esigenza di scrivere il libro, dell’importanza che le amicizie giovanili hanno avuto nella sua vita, della sua permanenza estiva a Sala di Mosorrofa dove ha imparato ed esercitato l’arte di ascoltare alla scuola di “Zia Ciccia”, a suo dire, una sacerdotessa dell’arte contadina. Ha rivissuto e condiviso con il pubblico la scelta di emigrare, nata dall’esigenza di crescere, di aumentare le proprie conoscenze, e del legame che ha sempre mantenuto con la sua terra natia nella quale ora, da pensionato, vi torna sempre più frequentemente. Ha concluso il suo intervento attraverso la storia di Simba, il Re leone, richiamando l’ultimo capitolo del libro “Akuna matata senza pensieri”. Sottolineando che questo libro è nato soprattutto per cercare di dare una risposta alle domande di sempre: chi sono? chi sono stato io? Giungendo alla conclusione che l’età dell’infanzia stata determinante per la costruzione della propria identità. Il libro si chiude con queste affermazioni: “Adesso anch’io so qual è la mia patria, quel posto dove tornare senza paura, senza pregiudizi ma con la certezza di essere sempre protetto, sempre tutelato”.
Ha chiuso gli interventi il prof. Domenico Minuto, il quale ci ha deliziato sull’importanza delle conoscenze, della ricerca di senso, di saper leggere la storia e di saperne fare memoria. Ha lodato l’impegno autobiografico del dr. Minniti che nella ricerca delle sue radici è riuscito a proporre ai lettori una chiave di lettura di tanti argomenti ma soprattutto un invito a non stare passivi a prendere in mano la propria vita. Ha anche sottolineato che soprattutto tra i giovani sta notando un ritorno di interesse per la Calabria. La Calabria, terra piena di meraviglie, comincia ad essere rivalutata. Il prof. Minuto nella prefazione al libro scrive “l’età della giovinezza sia per tutti gli uomini uno scrigno di esperienze alle quali sempre si attinge per trarne nuova linfa vitale, è una certezza. “Infine, richiamando il brano evangelico di Nicodemo, conclude: “Lo Spirito spazia nella libertà creativa, non può stare rinchiuso. E forse la più feroce prigione dello spirito è l’amore di sé, che induce all’isolamento.”
Sono intervenuti dal pubblico, Demetrio Sorgonà, il prof. Salvatore Palmeri e altri che hanno ringraziato il dr. Minniti e il prof. Minuto per quanto condiviso e hanno sottolineato che Calopinace è un libro da leggere e meditare, che, nella sua semplicità, può essere un buon vademecum per la riflessione personale.