Mosorrofa tra Seicento e Settecento

Il 9 dicembre 2025 è stato pubblicato da Casa Editrice Sperimentale il libro: Mosorrofa tra Seicento e Settecento. Fonti storiche reggine su un casale di Sant’Agata.

L’autore è Il prof. Giuseppe Chirico, docente, genealogista, socio della Deputazione di Storia Patria per la Calabria e autore di diverse pubblicazioni sulla storia locale calabrese. In passato ha pubblicato diversi articoli sul nostro di Eco di Mosorrofa.

Il volume si basa su fonti documentarie sei-settecentesche reggine relative a Mosorrofa, oggi frazione di Reggio Calabria ma all’epoca Casale di Sant’Agata: tale aspetto, unitamente alla difficoltà di reperimento di simile materiale archivistico, rende i documenti analizzati fondamentali per approfondire la storia di Mosorrofa, della scomparsa città di Sant’Agata e, più in generale, della popolazione e del territorio di Reggio Calabria nei secoli passati. Nella nota introduttiva si legge che il volume è parte di un lavoro più corposo in corso di redazione su Mosorrofa e Sant’Agata nei secoli dell’età moderna e contemporanea.

L’obiettivo dell’autore è di offrire un contributo, secondo me importante, alla conoscenza del passato del territorio reggino, un contesto ricco di storia e povero di memoria. La conoscenza del passato qui richiamata sottolinea l’autore, non è da riferirsi tanto alla “grande storia” dei libri di scuola ma piuttosto alla “piccola storia” delle realtà locali, dei territori e delle popolazioni che meritano di essere conosciuti almeno da chi, come noi, abita questi luoghi o discende da quelle persone. Un passato da far emergere per quanto possibile da conoscere e tramandare.

La prima parte del libro descrive sinteticamente la città di Sant’Agata e i suoi Casali con cenni di carattere storico, sociale ed amministrativo, sottolineando che la popolazione parlava la lingua greca. Nel 1786 infatti, viene documentato che la popolazione mosorrofana parlava sia il greco che l’italiano.

Le fonti documentarie si basano soprattutto sugli atti dei notai dell’epoca (viene spesso citato il notaio di Mosorrofa Antonino Iero), frutto di un decennio di  appassionate ricerche archivistiche dell’autore, da cui emergono vari dati interessanti sulla produzione di latticini, sull’ubicazione dei mulini presenti nella zona, sugli impianti di lavorazione della seta, sulla coltivazione dei frumenti e del loro utilizzo per pagare il noleggio di animali da tiro, sull’allevamento del baco da seta e del trasporto del legname dalle vicine montagne.  Inoltre, vengono citati usi e consuetudini relativi alla dote delle future spose. Sul piano religioso si trovano personaggi laici ed ecclesiastici (i parroci di Mosorrofa Sebastiano Cardea, Filippo Sorgonà e altri) ma anche menzioni su antichi luoghi di culto finora sconosciuti anche a molti di noi, come la Cappella di San Pietro in Vincula o la costruenda chiesa di Sant’Antonio da Padova.  Le numerose compravendite fondiarie forniscono interessanti dati sulla toponomastica, sulle colture, su proprietari e su altri soggetti del territorio come gli estimatori dei terreni. Per quanto riguarda la toponomastica è curioso rilevare come il rione Anzario un tempo veniva chiamato Adanzario, mentre l’odierno rione Mangarà veniva spesso citato come Ingammarà, l’attuale rione Sala veniva denominato La Sala. Da rilevare come un’altra località di campagna attualmente nota come Serrato veniva spesso citata come Serro d’Atò.  Citata anche una contrada Liona sopra la fiumara. Tra gli estimatori di terreni, fabbricati e capi di bestiami figurano persone con cognomi mosorrofani ben noti o altri ormai scomparsi: Giovanni Andrea Bonanno, Giuseppe Bova, Placido e Santo Bruno, Antonino Galatti, Antonino Crucitti, Alessandro Nicolò, Giovanni Leonardo Morabito, Giuseppe Nicolò, Giuseppe Nucara, Francesco Ruscitano alias Valenti, Nicola Angelo Valloni, Nicola Angelo Vazzani e altri. Un libro da leggere e custodire gelosamente. Al momento è possibile acquistarlo online su Amazon e altri store e presto sarà disponibile nelle librerie cittadine. L’autore è già stato contattato dalla Redazione per una prossima presentazione del volume a Mosorrofa.