Mosorrofa protesta: cabina elettrica nel posto sbagliato
Sabato 17 gennaio 2026, una settantina di persone, si sono radunate nella spianata di Bufano a Mosorrofa per manifestare contro la decisione del Comune di consentire il posizionamento di una cabina elettrica in quell’area. Significativa la presenza, di tanti bambini accompagnati dai genitori che aspettano, ormai da troppo tempo la realizzazione un parco giochi.
Il Presidente del Comitato di quartiere Mosorrofa, richiamando l’invito alla partecipazione alla manifestazione di protesta per richiamare la mancanza di attenzione verso i territori e la mancanza di dialogo con i cittadini dell'attuale amministrazione comunale, ha sottolineato che l stessa vuole essere anche di indirizzo e sprone alla prossima amministrazione che verrà eletta in primavera.
Ha richiamato lai storia della spianata di Bufano, sorta dopo che nel 1989, quando il vecchio campo sportivo di Mosorrofa venne chiuso e si decise di costruire nell’area il nuovo impianto sportivo tagliando decine di alberi d’ulivo secolari. Realizzata la spianata, i lavori si fermarono. Arrivò l’amministrazione Falcomatà, vennero fatti vari incontri in paese e si condivise di abbandonare l’idea del campo sportivo per realizzare un centro polifunzionale. Seguirono, progettazione, finanziamento, annuncio di inizio lavori, poi lo stop. Da parte dell’amministrazione, si dichiarò verbalmente e mai con atti resi pubblici, che la zona era a rischio idrogeologico. Quel progetto venne spostato nell’ex campo sportivo di Via Provinciale e su Bufano si iniziò a progettare un’area verde con parco giochi, annesso parcheggio e altro. Solo promesse generiche di valorizzare l’area ma, niente di concreto. Infatti, per valorizzarla, ci posizionano adesso una cabina elettrica. Invece l’area di Bufano era stata espropriata per un uso ben preciso, A tal proposito il Comitato di Quartiere ha chiesto al comune l’accesso agli atti.
Questa cabina elettrica, quindi è stata installata in un’area a presunto alto rischio idrogeologico (come aveva dichiarato un tecnico del Comune senza averlo mai dimostrato). Se resterà, sarà un monumento a peritura memoria dell’efficienza e della lungimiranza dei 12 anni dell’era Falcomatà, dei Sindaci facenti funzione, degli assessori e delle giunte che si sono susseguite. Resterà a memoria dell’inettitudine di un apparato comunale (amministrazione, dirigenti e tecnici) che non ha saputo o voluto ascoltare i cittadini.
La manifestazione ha rappresentato la denuncia di una comunità piagata, ma mai rassegnata a vedere il proprio paese bistrattato da una classe politica incompetente e arrogante che nega anche il dialogo, che non prova a cambiare le cose neanche di fronte all’evidenza.
Il Comitato di quartiere, apartitico e di nessun colore politico ha deciso di scendere in campo nella prossima tornata elettorale. “Vuole portare dentro il palazzo comunale, Mosorrofa, Sala di Mosorrofa e le loro esigenze” afferma Andidero e invita tutti a votare per il candidato o i candidati che presenterà il Comitato, senza badare alle ideologie, ai colori, alle parentele o alle amicizie L’ obiettivo deve essere quello di rappresentare le esigenze di un territorio ai cui cittadini sono stati spesso negati servizi essenziali per il vivere civile.
Conclude, invitando ad andare a votare, soprattutto quei cittadini che ultimamente hanno disertato le urne e sottolineando che il Comitato proporrà “una candidatura di servizio al paese e alla città, se lo vorrete potrà diventare realtà”.