"Insieme per il Sant'Agata": una giornata tra storia e biodiversità

La bellezza di un territorio non si misura solo dai suoi panorami, ma dalla capacità della sua gente di unirsi per proteggerlo. Lo scorso 22 febbraio, l'Associazione Micologica Culturale Aspromonte APS-ETS ha voluto promuovere una giornata speciale per il nostro territorio, trovando la pronta e appassionata partecipazione dell'Area Archeologica Motta Sant’Agata, dell'associazione "Territorio & Progresso", del C.A.I. e della Pro Loco San Salvatore. Insieme, abbiamo dimostrato che quando le realtà locali si stringono la mano, il patrimonio comune smette di essere un ricordo lontano e torna a battere come un cuore vivo.

La giornata è iniziata alle nove del mattino da Piazza Calvario a Mosorrofa, percorrendo a piedi l’antica via che portava a Cataforio. Durante questo cammino, siamo stati accompagnati dall'esperienza di Giuseppe Bruno del C.A.I. per la parte escursionistica e dalla nostra socia biologa Elisabetta Pellegrini, che ci ha guidati alla scoperta di piante uniche come la rarissima Salvia ceratophylloides, un "fossile vivente" esclusivo del territorio reggino. In qualità di esperti, come Associazione Micologica, abbiamo svelato al gruppo il fascino dei funghi che popolano questi sentieri, forme di vita spesso invisibili e curiose che sfidano la nostra immaginazione.

Giunti finalmente alla città-fortezza, gli storici Orlando Sorgonà e Valeria Varà ci hanno accolti tra i ruderi medievali e le arenarie ricche di fossili, svelandoci il volto fiero di questa sentinella di pietra. Mentre ne riscoprivamo l’antico splendore, la Motta ci svelava il suo segreto biologico più prezioso: il Pleurotus opuntiae. La particolarità di questo fungo sta nel suo habitat, indissolubilmente legato ai resti dei fichi d’india che punteggiano le rovine, una specificità che lo rende rarissimo e minacciato a livello globale. Con pochissime segnalazioni nel mondo, il ritrovamento effettuato dal micologo Sebastiano Cutrupi, rappresenta un primato assoluto: è la prima segnalazione ufficiale per la Calabria e per tutta l’Italia continentale. Un risultato scientifico che eleva Motta Sant’Agata a sito di rilievo internazionale, dimostrando che tra queste pietre la vita non si è mai fermata.

Dopo l'emozione della scoperta, il silenzio della storia ha lasciato spazio alla vita. Davanti a una bella mangiata condivisa, il suono della ciuramedda di Davide Varà ha risvegliato l'anima del luogo, trascinandoci in un ballo che ha fatto vibrare le antiche mura e ha unito la ricerca scientifica al calore delle nostre radici più autentiche.

Oggi, come cittadini e come studiosi, rivolgiamo un appello accorato alle autorità competenti affinché Motta Sant’Agata riceva finalmente una tutela integrale. È necessario che le Istituzioni si impegnino concretamente per trasformare questo sito in un parco archeologico e scientifico, affinché questo laboratorio vivente venga ufficialmente conservato e preservato per le generazioni future.

Sebastiano Cutrupi Presidente dell'Associazione Micologica Culturale Aspromonte APS-ETS