Saluto di don Mimmo per l'inaugurazione del murales a Largo Leotta
Voglio innanzitutto ringraziare l’Avv. Zavettieri, per la sua disponibilità e per il contributo dato alla realizzazione di questo murales, che è davvero bello e significativo. Un ringraziamento particolare anche perché, oltre a essere dirigente del Liceo Artistico, ha dimostrato una grande sensibilità verso la nostra comunità.
Saluto con gioia il Presidente del Conservatorio, Lamberti Castronuovo, la Prof.ssa Turano e tutti gli studenti e le studentesse che si sono impegnati con passione per la creazione di quest’opera, che arricchisce Largo Leotta e, con esso, tutto il nostro paese. La bellezza di questo murales non è solo estetica, ma è anche un segno di memoria, di gratitudine e di speranza.
È bello vedere oggi tanti di voi qui presenti, a condividere questo momento con me. Per un parroco, è motivo di grande gioia quando la propria comunità dimostra di avere memoria. Ogni comunità è come una famiglia: una famiglia che conserva la memoria dei suoi genitori, di chi l’ha educata e fatta crescere.
Ricordare i nostri maestri e i nostri educatori è un gesto di amore. Mamma e papà sono i primi educatori, maestri di vita: ci insegnano a vivere, ci aiutano a crescere. Allo stesso modo, una comunità che onora i suoi educatori dimostra di avere radici solide e uno sguardo rivolto al futuro.
Nella famiglia e nella comunità si cresce davvero: si impara l’amore, il rispetto, la benevolenza. Solo così possiamo generare un domani uomini e donne capaci di amare, di essere attenti al prossimo, di costruire un mondo migliore. Una comunità unita, che vive con gioia e condivisione, dona al mondo figli che sanno amare, uomini che amano la verità, la vita, il lavoro e la libertà.
Questo è il compito che abbiamo: formare uomini liberi. Ed è ciò che hanno fatto, con dedizione e amore, il Canonico Antonino Caridi e il Maestro Leotta. Due grandi figure che hanno segnato la storia della nostra comunità di San Demetrio. Due educatori che hanno saputo donare al mondo, a Reggio, alla Calabria, uomini capaci di amare, di costruire relazioni, di coltivare la civiltà dell’amore.
A loro va oggi il nostro grazie. Il murales che oggi inauguriamo non è solo un omaggio artistico: è un gesto di riconoscenza profonda, un segno tangibile della memoria viva di questa comunità.