Premiazioni festa di San Demetrio
Il Concorso Culturale per ragazzi di scuola secondaria di primo grado si è svolto presso il plesso scolastico G. Verga di Mosorrofa dell’Istituto comprensivo Catanoso - De Gasperi - San Sperato – Cardeto sotto la guida del responsabile di plesso prof. Roberto Siclari. A condurre la prova è stata la prof.ssa di lettere Alessandra Iero che ha saputo magistralmente coinvolgere i ragazzi. I vincitori dell’edizione 2025 sono stati: per la prima classe Giuseppe Scopelliti con tema “C’è un piccolo angolo di mondo che per te è il più speciale di tutti: il tuo paese. Racconta cosa lo rende unico ai tuoi occhi – forse i profumi della cucina, le storie che si raccontano, i sorrisi della gente o i ricordi che custodisce. Perché, a volte, i posti più semplici raccontano magie meravigliose …”; per la seconda classe, Mia Pellicanò seguendo la traccia “Ogni anno, quando si avvicina la festa di San Demetrio, il paese si risveglia in un’atmosfera speciale: le vie si illuminano, le campane suonano a festa, e l’aria profuma di tradizioni e attesa. Ma dietro le luci e i suoni di oggi, ci sono le voci del passato, i racconti dei nonni, le usanze di una volta che non vogliamo dimenticare.” Per la terza classe c’è stato un ex aequo. Tema: “Le tradizioni del mio cuore un ponte tra passato e presente. Le tradizioni viste e vissute da adolescenti.” Sofia Brancati ha parlato delle tradizioni del borgo di Cataforio, e Aurora Suraci dei racconti della nonna su Mosorrofa e di come si viveva la festa. Degna di nota la richiesta dei ragazzi di voler mantenere viva la storia dei borghi manifestata anche in gran parte degli altri temi. Occorre sottolineare che il concorso ormai abbraccia tutti i ragazzi della vallata del Sant’Agata, da Cardeto a San Salvatore, da Cataforio a Sala di Mosorrofa e Mosorrofa.
Per la Borsa di Studio, sempre dedicata a don Demetrio è stata premiata la giovanissima Teresa Moschella, che si è licenziata con dieci e lode. Qui la scelta è stata dura perché c’erano tre ragazze con il massimo voto ma il regolamento prevede merito e reddito e la scelta è caduta su Teresa che ha già avviato gli studi superiori in campo linguistico. Vuole specializzarsi nelle lingue e andare a lavorare fuori. La comunità le ha augurato di riuscire nel suo intento ma duole constatare circa 300 giovani negli ultimi anni sono stati costretti ad emigrare a volte seguiti anche dai genitori.
Molto toccante è stata la consegna del Premio della Bontà, voluto dall’Azione Cattolica e dalla famiglia Andidero. Istituito nel 1997, per rendere testimonianza della vita vissuta al servizio degli altri sempre col sorriso sulla bocca e con la massima disponibilità e accoglienza da Domenico Andidero “U Maestru”. A Mimmo Andidero sempre nel 1997, un anno dopo la sua morte, è stata dedicata anche la sala lettura attigua alla chiesa di San Demetrio dove storicamente si riunisce l’AC per i suoi incontri e dove “U Maestru”, come amabilmente era conosciuto in parrocchia, è cresciuto nella fede e nel servizio agli altri. Era un abile suonatore di chitarra e aveva una voce meravigliosa. Quest’anno il premio è stato assegnato alla memoria. A riceverlo i figli di Fabrizio Nicolò, giovane compaesano morto tragicamente in un incidente sul lavoro il 29 ottobre del 2024. L’iscrizione sulla targa recitava: “Non sappia la tua sinistra cosa fa la tua destra” Mt. 6,3. Per le opere di bene e la disponibilità piena verso i bisognosi in modo riservato e disinteressato. Fabrizio nella sua vita ha sempre servito gli altri nel silenzio. Anche i suoi più intimi amici, non hanno mai saputo delle tantissime opere di bene che hanno costellato la sua pur breve esistenza.