False promesse elettorali

Scrivo come cittadino calabrese che si è sentito preso in giro da false affermazioni elettorali e sconcertato dal pauroso continuo calo di votanti. A Lamezia il 30 settembre a chiusura della campagna elettorale del centro destra a sostegno di Occhiuto, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha promesso che “La Calabria uscirà dal piano di commissariamento”, e ha annunciato “che il governo ha avviato l’iter per l’uscita della Calabria dal commissariamento della sanità”. Alla domanda ad Occhiuto in un confronto televisivo su quale sarebbe stato il primo atto se venisse riconfermato, ha risposto: “Andrei a Roma a riscuotere la promessa di Giorgia Meloni sulla sanità”. Finita la campagna elettorale, Occhiuto è stato riconfermato Governatore della Calabria e, giustamente, come primo atto si è recato a Roma per, sue parole, “riscuotere il credito della fine del commissariamento della sanità calabrese”.

Quello che ha ottenuto è stato un reincarico di Commissario straordinario della sanità calabrese. Non ci sono dati per documentarlo ma può essere che, essendo la sanità uno degli argomenti più spinosi per la popolazione calabrese, quell’annuncio abbia portato tanti a scegliere di votare quella coalizione. Premesso che, a mio parere, uscire dal commissariamento senza uscire anche dal piano di rientro è una vittoria di Pirro, è moralmente discutibile e fortemente scorretto prendere in giro gli elettori per indurli ad una scelta pur sapendo di farlo. La Meloni sapeva benissimo che non c’erano le condizioni per togliere il commissariamento e lo sapeva anche Occhiuto e la storia recente ce ne ha dato la conferma.

Le mie domande sono: quanto questo modo di condurre le campagne elettorali allontanano ancor di più l’elettore dall’andare a votare? Quanto ancora l’elettore sarà disponibile a farsi prendere in giro senza chiedere conto al politico di turno, chiunque esso sia, della parola data? Sicuramente ascolteremo le giustificazioni, ci diranno che le intenzioni erano nobili ma la realtà è altro, si dirà che questo è un commissariamento per traghettarne l’uscita, gireranno la frittata sapientemente per farla accettare a tutti e gli elettori di quella parte politica saranno ben felici di “giustificare” questo comportamento, ma la sostanza è una promessa non mantenuta. Per essere chiari: son partito da un fatto reale, recente, documentato, ma la stessa cosa vale quando le promesse arrivano dal centro sinistra o da chiunque altro e poi vengono sonoramente smentite dai fatti. Le false promesse elettorali allontanano gli elettori dal voto.

Il mio invito all’elettore è quello di valutare la serietà e la bontà della promessa indipendentemente del colore politico. Se sappiamo far valere il nostro giudizio e se presenteremo il conto a chiunque ci prende o cerca di prenderci in giro quando andremo di nuovo nella cabina elettorale, la nostra più grande forza, forse si renderanno conto che mentire non paga. Ad oggi purtroppo la quotidianità giustifica le false promesse e la menzogna è ancora remunerativa. Esorto tutti a non fuggire dal seggio elettorale, “tanto non serve a niente andare a votare”, ma a riappropriarsi del proprio potere e usarlo nel modo migliore e più libero.